Acqua

Cosa prevede la normativa

Le normative che regolano il trattamento dell’acqua negli impianti di riscaldamento sono il D.p.r. 59/2009 e il D.M. 26/06/2015, questo tipo di intervento assume sempre di più un ruolo fondamentale negli impianti termici e si inserisce tra le operazioni finalizzate al risparmio energetico.
Il decreto fa riferimento alla norma tecnica UNI 8065 sia per il trattamento dell’acqua tecnica dell’impianto di riscaldamento,  sia per il trattamento dell’acqua calda impiegata ad uso sanitario che prevede indipendentemente dalla potenza termica dell’impianto, l’installazione di un addolcitore quando la durezza è maggiore o uguale a 25°F.
Per quanto riguarda il trattamento dell’acqua dell’impianto di riscaldamento, il DM 26 giugno 2015 impone:

Un condizionamento chimico dell’acqua dell’impianto per tutti gli impianti termici, indipendentemente dalla loro potenza;

Un addolcitore per impianti di potenza termica del focolare superiore a 100 kW quando la durezza dell’acqua supera i 15°F;

 

addolcitore

Quali sono i problemi che l’acqua può generare negli impianti

I problemi principali conosciuti sono: le incrostazioni calcaree, le corrosioni e la ricrescita batterica, in particolare sono soprattutto le incrostazioni ad avere una forte influenza sui rendimenti termici degli impianti.
I bicarbonati e carbonati di calcio e magnesio, di cui sono ricche la stragrande maggioranza delle acque, quando vengono sottoposte a trattamento di riscaldamento generano carbonati di calcio e idrati di magnesio, ossia sali insolubili che depositandosi sulle superfici di scambio termico, riducono in maniera importante l’efficienza energetica degli impianti.
Si è calcolato che 1 mm. solo di incrostazione calcarea è in grado di ridurre la capacità di scambio termico di un generatore per la produzione di acqua calda sanitaria del 15%.
Un altro problema correlato alla presenza di acqua dura, è la ridotta capacità pulente dei detersivi costituiti principalmente da sali, che in presenza di acque dure danno luogo alla formazione di sali di calcio e magnesio che aderendo ai tessuti, riducono la capacità del sapone di esercitare la sua azione detergente.
In presenza di acqua dura inoltre si verifica la formazione di residui sulla pelle che possono intrappolare i batteri e modificare l’equilibrio della microflora causa di irritazioni cutanee.
Un altro inconveniente dell’acqua dura è la formazione di aderenze su piatti, vetri e altre superfici difficilmente rimuovibili.
L’assenza di un’ adeguato trattamento dell’acqua comporta oltre alla riduzione della vita utile di tutti gli elettrodomestici di casa, il calo delle condizioni igieniche degli impianti ed una riduzione drastica dei livelli operativi.
Lo scopo del trattamento dell’acqua è quello di ottimizzarne i consumi energetici e preservare nel tempo i macchinari per la continuità del loro funzionamento.

Cosa è La durezza dell’Acqua

Per durezza dell’acqua si intende il contenuto di ioni calcio e magnesio, abitualmente indicati in termini di mg./lt, l ‘unità di misura di riferimento è il grado francese, indicato come °F in cui ad 1 °F corrispondono 10 mg/lt. di carbonato di calcio.
La durezza delle acque dipende dalle condizioni in cui avviene il passaggio dell’acqua piovana dalla superficie alle acque sotterranee ed è influenzata dalla permeabilità del suolo e dalla composizione delle rocce.

Le acque sono classificate sulla base della loro durezza totale come:
– molto dolci: fino a 4 °F
– dolci: da 4 a 8 °F
– medio-dure: da 8 a 12 °F
– discretamente dure: da 12 a 18 °F
– dure: da 18 a 30 °F
– molto dure: oltre 30 °F